Maestri di Debating: l’esperienza del debate tra Scuola Primaria e Università
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Maestri di Debating: l’esperienza del debate tra Scuola Primaria e Università
Matteo Altea, Maria Assunta Floris, Giovanna Sanna
“Coloro che hanno idee ma non le sanno presentare sono, a poco a poco, esclusi dai dibattiti”
Bernard Werber
L'idea del debate è patrocinata dalle “Avanguardie educative”, il movimento interno all'INDIRE che si prefigge l'obiettivo di diffondere l'innovazione metodologica, dei tempi e degli spazi nelle scuole italiane. Dagli scritti di Lucio Anneo Seneca, detto Il Vecchio, si evince che l'origine di questa pratica risale all’epoca romana e deriva dall'arte retorica classica. Si distinguono due tecniche oratorie specifiche: le controversiae, discussioni in cui le persone argomentano al fine di far valere un diritto, e le suasoriae, discorsi fatti da un singolo ad un pubblico, spesso con l’intento di persuadere (De Conti, Giangrande, 2017).
Il debate è una discussione guidata con regole specifiche in cui due gruppi o due persone, si confrontano su un tema con l'obiettivo di fare prevalere la propria tesi cercando di convincere, con solide argomentazioni, la giuria del dibattito. Il tema del confronto, il topic, viene individuato dai docenti scegliendo tra le tematiche disciplinari, interdisciplinari e trasversali che solitamente non vengono discusse durante l'attività didattica tradizionale. In riferimento al topic, i docenti introducono un'affermazione, il claim, intorno alla quale i gruppi dibattono argomentando a favore o contro. Il dibattito si configura come, una discussione formale, dettata da regole e tempi precisi, preparata documentandosi in modo approfondito e critico sull'argomento del confronto (Agostini, 2018).
Il debate aiuta gli alunni a cercare e selezionare le fonti con l’obiettivo di formarsi un’opinione, sviluppare competenze di public speaking e di educazione all’ascolto, ad autovalutarsi, a migliorare la propria consapevolezza culturale e l’autostima. Il debate allena la mente a non fossilizzarsi su personali opinioni, sviluppa il pensiero critico, arricchisce il bagaglio di competenze (dal sito delle Avanguardie Educative).
Il debate è una pratica educativa e didattica che si sviluppa e diffonde principalmente nelle scuole e università del mondo anglosassone. In Italia risulta ormai consolidata nella scuola secondaria di I e II grado ma, in via sperimentale, può essere proposta anche ai bambini della scuola primaria attraverso attività propedeutiche che, in modo graduale, preparano ad argomentare, confrontarsi e dibattere in pubblico. Può e deve essere supportata da altre metodologie didattiche come il cooperative learning, il peer to peer, il pensiero critico, la flipped classroom e altre.
Nell’ambito delle attività di tirocinio in Scienze della Formazione Primaria di Cagliari, il corso di studi finalizzato alla preparazione e all’abilitazione dei futuri maestri, sono stati sperimentati
percorsi di debate realizzati negli istituti accoglienti I.C. Satta – Spano – De Amicis e D.D. Is Mirrionis di Cagliari che hanno visto protagonisti gli studenti universitari e gli alunni della
scuola primaria per un arco temporale di tre anni.
L’esperienza è stata sviluppata in più fasi. Durante la prima è stato socializzato con gli studenti il movimento delle Avanguardie Educative focalizzando l’attenzione sull’idea progettuale del
debate come buona pratica per ripensare il modo di fare scuola, portare a sistema l’innovazione metodologica e favorire lo sviluppo delle competenze chiave europee, utili alla formazione e
all’orientamento del cittadino del 2030.
Nella seconda fase invece ci si è concentrati sulla pianificazione del percorso coinvolgendo attivamente i tirocinanti e gli insegnanti delle classi ospitanti in un lavoro di co-progettazione
finalizzato all’avviamento al debate, alla prevenzione ed al contrasto del bullismo e allo sviluppo di atteggiamenti empatici. Partendo dai bisogni formativi, dall’età dei bambini e dai
differenti contesti educativi il percorso è stato articolato inizialmente in attività propedeutiche e solo successivamente in attività maggiormente argomentative e di ricerca. Alla pratica
educativa del debate è stata affiancata una metodologia “ibrida” con l’uso di strutture di cooperative learning, flipped classroom e game based learning.
Sono stati selezionati topic coinvolgenti e significativi per i bambini e particolare importanza è stata data alla cura del setting scolastico e alla predisposizione di materiali strutturati,
elementi essenziali per suscitare interesse, motivazione e curiosità.
La terza fase, quella operativa ha visto la realizzazione nelle classi delle attività progettate. Da subito sono stati riscontrati curiosità e interesse ma anche timore e timidezza verso una nuova
modalità di fare discussione che prevedeva l’ascolto dell’altro e il sostenere tesi argomentative diverse dalle convinzioni personali di ciascuno. Grande fascino hanno riscosso i materiali, quali
le carte, le palette assegnate ai componenti della giuria e l’assetto dell’aula che prevedeva un setting simile a quello del parlamento inglese con spazi dedicati a seconda del ruolo ricoperto
all’interno del debate ( AA.VV.2019) .
L’ultima fase è stata rivolta al debriefing con momenti di riflessione, valutazione e autovalutazione del percorso. Guidati dall’insegnante o dallo studente tirocinante, gli alunni hanno ripercorso criticamente l’esperienza dimostrando di aver raggiunto consapevolezza culturale, competenze di public speaking, sociali e civiche.
La sperimentazione intrapresa è risultata efficace per tutti gli attori, docenti, tirocinanti e alunni.
Gli insegnanti hanno scoperto nel debate una pratica didattica vincente con la quale coinvolgere e motivare i propri alunni; gli studenti di formazione primaria hanno appurato in prima persona
quanto una buona pratica educativa faccia la differenza al fine di costruire la scuola delle competenze, una scuola all’avanguardia; i bambini hanno imparato a parlare in pubblico senza
timori, argomentando tesi diverse dalle proprie, hanno appreso ad ascoltarsi con rispetto esprimendo critiche costruttive e sono stati capaci di sviluppare atteggiamenti empatici.
Educare al debate significa educare alla cittadinanza consapevole, un vero debater, infatti, prenderà posizione a favore di coloro che hanno bisogno e vogliono far sentire la loro voce
contro il potere e ogni forma di sopruso ( Snaider, 2008).
Bibliografia e Sitografia
De Conti M., Giangrande M., Debate. Pratica, teoria e pedagogia, Milano-Torino, Pearson, 2017.
Agostini R., Insegnare a dibattere. Public Speaking e debate nelle scuole, Indipendently Publisher, 2018.
AA.VV., Primary Debating Handbook, ATECI ( Association of Teachers/ Education Centres of Ireland), 2019.
Snaider A., The Code of the debater. Introduction to Police Debate, New York, IDEA, 2008
http://innovazione.indire.it/avanguardieeducative/debate
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